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Cinecomics: una semplice moda?

cinecomicsNegli ultimi anni un gran numero di protagonisti di fumetti, supereroi e non, hanno iniziato a traslocare dalla loro classica dimora cartacea verso una più grande e in vista, il grande schermo.

Ormai sono così tanti i titoli che arrivano annualmente al cinema tratti dai fumetti, che al giorno d’oggi è difficile non averne mai visto uno o non essere diventato un appassionato di un personaggio in particolare. Recentemente uno dei mostri sacri dell’industria hollywoodiana, Steven Spielberg, ha rilasciato una dichiarazione riguardo i suddetti film:

“Abbiamo assistito alla morte dei Western e ci sarà un giorno in cui i cinecomic faranno la stessa fine. Non è detto però che i western, così come poi i cinefumetti, possano un giorno tornare – ha spiegato.  Naturalmente ora i supereroi sono vivi e vegeti, ma credo che la cultura popolare sia fatta di cicli finiti”

spielbergSpielberg, cimentatosi anche lui nella prova del cinefumetto dirigendo egregiamente “TinTin e il segreto dell’unicorno”, non ha tutti i torti, durante la storia del cinema abbiamo assistito più volte al BOOM di diversi generi (western, noir, musical), ma è sbagliato pensare che dopo quel momento di picco possano svanire, o pensare che prima di esso non fossero mai stati girati. Esattamente come per i romanzi, da quando i fumetti esistono, il cinema ha attinto dal loro immaginario senza sosta. Negli anni 40 già possiamo iniziare a vedere la diffusione di serial aventi protagonisti personaggi come Superman, Batman e Capitan America, punte di diamante del panorama supereroistico contemporaneo. Negli anni 80-90 iniziamo a vedere i primi cinefumetti (“Howard e il destino del mondo”, “Batman”, “Blade”, “Il Corvo”, “Men In Black”, “The Mask”), ma, la maggior parte di questi, il pubblico italiano non sapeva nemmeno fosse tratto da fumetti. Negli ultimi anni il cinema e i fumetti hanno vissuto un rapporto di simbiosi pubblicizzandosi l’un l’altro e , di conseguenza, accrescendo vicendevolmente il proprio pubblico e educandolo alla lettura e alla conoscenza dei fumetti.

Spider-ManSoltanto con i sucessi dei franchise di Spiderman di Sam Raimi e degli X-men di Bryan Singer le società cinematografiche iniziano ad accorgersi della miniora d’oro su cui stavano dormendo, e dagli anni 2000 un’ondata di cinefumetti inizia a sommergere gli amanti del grande schermo. Personaggi di nicchia come Rorshach, Hellboy, Alan Quaterman, Spawn venivano sdoganati in tutto il mondo e resi noti a un pubblico estraneo all’universo da cui provenivano. La diffusione di questi primi film, dalle “prove” Marvelliane mai andate in onda di “Fantastic Four” e “Power Pack” negli anni 90, al primo Iron Man del 2008, può definirsi una specie di prova del complesso processo industriale transmediatico di cui siamo oggi spettatori.

disney-marvel-comicsDa quando nel 2009 la Disney ha comprato la Marvel, conscia del potenziale che aveva per le mani, ha creato un qualcosa di originale, ma ovvio, che per via di diritti o altro, fin’ora, non era mai stato realizzato: un unico universo in cui far incontrare ed evolvere personaggi di saghe diverse. Se fino agli anni 90 il flusso di cinefumetti era ridotto rispetto a oggi, bisogna attribuire  questo anche all’impossibilità di rendere filmicamente determinate trovate fumettistiche, oltre a un pubblico ignorante in materia, che non avrebbe apprezzato il prodotto non conoscendo i personaggi. (Es. In un episodio di “Crescere che fatica”, telefilm targato Disney degli anni 90, il protagonista Corey Matthews era solito leggere fumetti degli, ormai conosciutissimi, X-Men. Nella traduzione italiana, hanno però sostituito “X-Men” con “Superman”, nonostante fosse palese che la copertina non fosse quella dell’eroe DC, solo perchè, grazie per l’appunto al successo cinematografico del personaggio, era più conosciuto). Questo “BOOM” oggi, quindi, è dovuto sopratutto a due fattori. Il gran numero di vecchie serie animate televisive che hanno educato alla conoscenza dei supereroi gli adulti di oggi che non avevano mai letto fumetti, e  agli evolutissimi effetti speciali digitali che consentono di poter ricreare qualunque cosa e di girare i film in minor tempo.

E infatti è proprio su questo secondo elemento che il leader per eccellenza dei supereroi, “Captain America” interpretato da Chris Evans, risponde senza soggezione a Spielberg:

La tecnologia vuole provare di poter realizzare ogni film che può includere questi personaggi incredibili, luoghi e storie fantastiche, che si tratti di film di supereroi o fantasy in generale. L’ondata durerà un bel po’.”

Captain-AmericaEvans, oltre le pellicole Marvel, ha preso parte ad altri 5 cinefumetti: “Snowpiercer, The Losers, Scott Pilgrim” ed è stato Johnny Storm, la torcia umana, nel passato franchise Marvel dei “Fantastici 4”  in mano alla Fox. Conclude la sua risposta a Spielberg ricordando quanto sia importante il tono di un film:

 “Quando si parla di supereroi, le storie che conosciamo e amiamo, si tratta di scegliere il tono giusto. Si potrebbe dire che Jason Bourne sia un supereroe. Potresti anche prendere un qualsiasi film su un supereroe e spogliarlo, ancorandolo alla realtà… è questo che secondo funziona così bene [per Joe Russo e Anthony Russo in Captain America: The Winter Soldier]. Alcuni film sui supereroi sembrano proprio ‘film sui supereroi’. I film dei Russo sembrano quasi storie di uomini normali con una spruzzata di suepereoismo. Ci si può stufare dei poteri straordinari credo, ma finché i cineasti continuano a reinventare l’approccio e il gusto e il tono, il pubblico continuerà ad andare al cinema”.

Ed forse proprio questo il punto di forza dei supereroi Marvel, nonostante abbiano poteri straordinari, questi non servono a semplificargli le vite, ma al contrario, diventano la loro maledizione. Per quanto riguarda la produzione creativa dei prossimi anni solo la Disney sfornerà almeno 3 film Marvel all’anno, che la Warner ha appena intrapreso il processo creativo di un unico universo cinematografico anche per i personaggi della DC comics, e Netflix ha iniziato a espandere l’universo cinematografico Marvel al piccolo schermo (Daredevil, Jessica Jones, Iron Fist, Luke Cage, The Defenders). I personaggi dei fumetti hanno iniziato a farsi largo sul grande schermo dagli anni 80, quando ancora quasi nessuno li conosceva, senza mai scomprarire.

Come potrebbe mai accadere questo adesso che li conoscono tutti? Non sono più una moda, semmai lo sono stati, sono un classico.

Andrea D’Isanto