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Hunger Games: Il canto della rivolta, I Parte – La Recensione

hunger-games-canto-della-rivolta-parte-1-poster“Katniss, il distretto 12 non esiste più”: si concludeva così il secondo capitolo di Hunger Games, fenomeno mondiale di cui adesso è nelle sale il terzo, “Il canto della rivolta. In questo successivo capitolo (diviso in due parti) non vediamo più arene e giochi, gli hunger games sono finiti e la ribellione di Panem è iniziata. A guidarla è Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence), la ragazza di fuoco, la ghiandaia imitatrice che sopravvissuta agli ultimi giochi, combatte con il distretto 13 per la libertà e soprattutto per Peeta (Josh Hutcherson). Ora abbiamo chiara la realtà della situazione, più oscura e cruenta che nei precedenti due film: la vera guerra tra Capitol City e i distretti rimasti, e nel piccolo quella tra il presidente Snow e Katniss accompagnata dal canto vero e proprio della rivolta “The Hanging Tree” che emoziona fino a fare venire i brividi. Il regista Francis Lawrence è riuscito ancora una volta a dirigere una perfetta trasposizione del libro e le scene in più sono sicuramente ben accette; le uniche pecche sono state forse le inquadrature a volte traballanti nei campi di battaglia e la costante angoscia trasmessa, che però configura la saga come un produzione matura non indirizzata soltanto ai giovani. Forse la solita ingenuità di Effie e il sarcasmo di Haymitch spezzano un po’ la serietà delle scene; sempre impeccabile Elisabeth Banks nella sua Effie Trinket, icona dello stile di vita di Capitol city e ora relegata nei sotterranei del distretto 13. Hunger GamesJennifer Lawrence invece ci mostra una Katniss senza trucco, traumatizzata dai giochi, sofferente, che cerca disperatamente sollievo tra le bombe, e lo fa con grande enfasi e precisione. PeetaUna notevole sorpresa quella di Josh Hutcherson che seppur poco presente in questa prima parte colpisce con l’intensità dei suoi sguardi eloquenti. E poi c’è Liam Hemsworth che interpreta Gale, l’amico con il cuore spezzato che desidera una ragazza che sa di non potere mai avere, un classico; effettivamente il personaggio di “Gale” nel libro è molto più motivato, approfondito e caratterizzato rispetto a quello del film la cui presenza può risultare il più delle volte superflua. Sam Claflin veste nuovamente i panni di Finnick Odair, che in questo capitolo vediamo come un bambino disperso e tormentato che vuole solo ricongiungersi con la sua amata Annie ed è disposto a tutto per farlo. Ma giudicare interamente il film partendo solo da questa prima parte sarebbe riduttivo e poco professionale, quindi è meglio esprimere un giudizio insieme alla parte 2. Ovviamente merita la visione e non deluderà gli spettatori (in particolare i teeneger e gli appassionati della saga), specialmente grazie al finale con il colpo di scena che farà pensare: “quando arriva il 21 novembre 2015?!”

Maria Dolce  vo