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Snoopy & Friends- Il Film dei Peanuts – La Recensione

“Locandina ufficiale”

“Era una notte buia e tempestosa..”

In realtà non era ancora notte, e c’era anche bel tempo. Era la vigilia del mio compleanno, e invece di festeggiare in qualche locale come la maggior parte dei miei coetanei farebbe, decido di passare la serata nella maniera a me più congeniale: al cinema. Sapevo già da parecchio tempo che avrei passato le ore subito precedenti alla mezzanotte del mio compleanno in sala, era un impegno che avevo preso mesi addietro. Avevo appuntamento con degli amici che non sentivo da tempo, degli amici con cui sono cresciuto, e allo stesso tempo, con cui sono rimasto bambino insieme: i Peanuts. Non ne avevo ancora la certezza, nonostante ci sperassi con tutte le mie forze, ma di lì a poco avrei finalmente visto, dopo anni di inarrestabili ingiustizie, l’agognato riscatto dell’anti-leader di questa banda di bambini: Charlie Brown. Per chi non lo conoscesse, Charlie Brown non è semplicemente lo stereotipo del classico ragazzino sfortunato, del meno popolare o del più umiliato della sua cerchia, lui è “Charlie Brown”. L’essere lui stesso è uno status quo. Charlie Brown non è solo la personificazione della legge di Murphy, ma al tempo stesso è l’incarnazione della forza di volontà, della caparbietà di rialzarsi dopo ogni fallimento e continuare ad andare sempre avanti senza mai lasciarsi scoraggiare. Nessuno degli altri Peanuts però può accorgersi che Charlie Brown è anche questo, ognuno di loro è un vincente a modo proprio ma non hanno mai compiuto gli stessi sforzi di quest’ultimo per ottenere degli ottimi risultati lì dove, il nostro bimbo dalla testa rotonda (Charlie), ottiene solo fallimenti.
Snoopy

Linus è un saggio filoso e abile oratore, Shroeder un abile e ambizioso musicista ed entrambi sono bramati dalle loro coetanee; Lucy è una prepotente prevaricatrice, ma comunque grazie al suo carattere rude ottiene tutto quello che vuole; Piperita Patty e Marcie sono rispettivamente carenti: una in intelligenza e l’altra in personalità, ma comunque sopperiscono ai loro difetti, la prima con una grande abilità sportiva e la seconda con una sconfinata cultura. E che dire diSnoopy? L’arguto cagnolino trasformista, il cui carisma e savoir faire, rende difficile capire addirittura chi sia il padrone e chi il fedele quattro zampe tra lui e Charlie. Quest’ultimo invece non ha niente a cui la società possa fare riferimento per renderlo un vincente, solo la sua forza interiore e la sua sensibilità, che sono tutt’altro che utili per aver successo sociale. Non  conoscendo quindi l’impegno dietro i suoi fallimenti, tutti i suoi amici non fanno altro che giudicarlo in base al risultato ottenuto, mostrando così la superficialità che in genere contraddistingue la maggior parte dei bambini, spesso essendo anche crudeli a spese di chi già vive la vita con maggiore sensibilità. Ed è proprio per questo che chi come me è stato accanto a Charlie Brown fallimento dopo fallimento, e ha imparato da lui e con lui a rialzarsi caduta dopo caduta,  amerà questo film.

Commento: Il film, dolcissimo nella sua semplicità, rimane fedelissimo allo stile originale delle strisce a fumetti, creata da Charles M. Schulze, non solo è un meraviglioso primo incontro per tutti coloro che conosceranno Snoopy e Charlie Brown grazie al grande schermo, ma rappresenta soprattutto una nostalgica e commovente rimpatriata per quelli che, già da tempo, fanno parte di questa banda. Saranno proprio questi ultimi che vivranno il film e la sua conclusione con maggiore intensità, perché il momento finale non sarà un riscatto solamente per le piccole sfortune capitate a Charlie Brown durante la pellicola…ma per tutti gli anni di soprusi, aquiloni mangiati e partite di baseball perse nel corso della sua vita. E’ questo che ogni vero fan di Peanuts aspettava, è questo il momento per tutti quelli che almeno una volta nella vita si sono sentiti come Charlie Brown. Finalmente assistiamo al meritato riconoscimento di Charlie per la sua bontà d’animo e per la grandezza del suo cuore. I motivi che da sempre lo avevano reso il bersaglio preferito della malasorte, finalmente gli permettono di riscattarsi in ambito sociale.

Good grief.. era ora!

Andrea D’Isanto vo